I tre principi fondamentali di radioprotezione

Possiamo definire “radioprotezione” l’insieme delle misure e delle procedure messe in atto per proteggere gli esseri umani e l’ambiente dai rischi delle radiazioni ionizzanti, ossia le radiazioni che possono rimuovere elettroni dagli atomi, formando ioni. 

Le radiazioni ionizzanti possono avere effetti dannosi sulla salute umana. A breve termine, le radiazioni ionizzanti possono causare danni ai tessuti, come ustioni, nausea e vomito. A lungo termine, le radiazioni ionizzanti possono aumentare il rischio di sviluppare tumori, malattie cardiovascolari e malattie genetiche.

vena con piastrine che non passano a causa della malattia cardiovascolare
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Ecco perché la radioprotezione è fondamentale in tutti i contesti in cui si fa uso di tecnologie a base di radiazioni ionizzanti. E ce ne sono sempre di più.

Alla base del concetto di radioprotezione troviamo tre principi fondamentali a cui fare riferimento: giustificazione, ottimizzazione, limitazione della dose.

Principio di giustificazione

Secondo il principio di giustificazione, l’esposizione alle radiazioni ionizzanti viene accettata solo qualora i benefici che ne derivano superano gli effetti negativi che esse, statisticamente, possono causare.

In altre parole: le radiazioni si usano se il gioco vale la candela. Ad esempio, l’esposizione alle radiazioni nell’ambito medico è giustificata perché consente di diagnosticare e curare le malattie. Tuttavia, l’esposizione alle radiazioni nell’ambito industriale o di ricerca deve essere giustificata caso per caso, valutando i benefici e i rischi potenziali.

Secondo questo principio l’impiego di tecnologie a radiazioni si basa sui seguenti fattori: 

  • benefici previsti; 
  • rischi potenziali; 
  • possibili alternative alle pratiche che comportano l’esposizione alle radiazioni.

Se i benefici previsti dell’esposizione alle radiazioni sono superiori ai rischi potenziali e non esistono alternative praticabili, l’uso di radiazioni può essere giustificato. In questo modo, l’esposizione alle radiazioni è limitata a quanto strettamente necessario.

Principio di ottimizzazione

Una volta che l’esposizione alle radiazioni è giustificata, deve essere ottimizzata: è quindi necessario adottare tutte le misure possibili per ridurre l’esposizione al minimo. 

Questo principio va applicato in tutti i settori: nell’ambito medico, il principio di ottimizzazione si applica agli esami e ai trattamenti radiodiagnostici, in cui prevede l’utilizzo delle apparecchiature e tecniche più avanzate per ridurre al minimo la dose di radiazioni ricevuta dai pazienti.

In ambito industriale, l’ottimizzazione riguarda tutte le attività che comportano l’esposizione dei lavoratori alle radiazioni, e che richiedono quindi misure di sicurezza specifiche, come l’utilizzo di DPI, l’adozione di procedure più sicure e la pianificazione di programmi di formazione del personale.

corso di radioprotezione in cui vengono spiegati i principi fondamentali di radioprotezione
Formazione del personale – Atlas Services

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Principio di limitazione della dose

Il terzo principio fondamentale di radioprotezione prevede il rispetto rigoroso dei limiti prescritti per le dosi di radiazioni ionizzanti, che si misurano in sievert (Sv) e possono variare a seconda della persona interessata. In ogni caso, i limiti sono fissati in modo da garantire che l’esposizione alle radiazioni naturali e artificiali non comporti un aumento significativo del rischio di sviluppare tumori o altre malattie.

Limiti di dose per la popolazione

In Italia, i limiti di dose per la popolazione generale sono i seguenti:

  • dose efficace: 1 mSv/anno
  • dose equivalente per il cristallino: 15 mSv/anno
  • dose equivalente per la pelle: 50 mSv/anno

Limiti di dose per i lavoratori esposti alle radiazioni

I limiti di dose per i lavoratori esposti alle radiazioni sono i seguenti:

  • dose efficace: 20 mSv/anno
  • dose equivalente per il cristallino: 15 mSv/anno
  • dose equivalente per la pelle: 50 mSv/anno
esperto di radioprotezione per radiazioni ionizzanti
Esperto di radioprotezione – Atlas Services

Limiti di dose per i pazienti sottoposti a esami o trattamenti radiodiagnostici

Ecco alcuni esempi di limiti di dose per esami radiodiagnostici comuni:

  • Radiografia del torace: 0,2 mSv
  • Mammografia: 0,4 mSv
  • TC del torace: 5 mSv
  • TC dell’addome: 10 mSv
  • RM del cervello: 2 mSv

È importante tenere presente che, in ambito medico, può essere necessario superare i limiti di dose per ottenere il risultato diagnostico o terapeutico desiderato. In questi casi, è necessario valutare attentamente i benefici e i rischi dell’esposizione alle radiazioni.

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